Il “dinamismo” della società nella costituzione
12 Marzo 2026In queste settimane di campagna elettorale per il referendum, ne avrete lette e sentite di ragioni per il Sì (e per il No).
Oggi volevo riprendere alcuni passaggi del discorso che ho tenuto lo scorso 2 giugno alla cittadinanza in assenza del nostro Sindaco. Infatti mi sono ricordato che (in tempi non sospetti e quando queste modifiche alla costituzione proposte dall’attuale maggioranza di centro destra in parlamento erano solo un’ipotesi e nulla faceva pensare a una campagna referendaria in meno di un anno) già allora avevo voluto sostenere che le necessità di aggiornare la nostra costituzione, modernizzandola, apparivano, e appaiono, fondamentali in questa nuova, difficile, epoca.
“Rendiamo omaggio ai Padri Costituenti, uomini e donne di straordinaria statura morale e intellettuale, che seppero scrivere una Costituzione che ancora oggi rappresenta il fondamento della nostra convivenza civile. In quelle pagine vive il senso più alto dello Stato, il rispetto per le istituzioni, la centralità della persona, la difesa della sovranità nazionale.
Ma è proprio per questi princìpi che, se davvero dobbiamo gratitudine ai costituenti di tutti i colori politici impegnandoci quotidianamente come e per loro a non tradire quegli spiriti, dobbiamo evitare di rifugiarci in strenue difese, anch’esse anacronistiche, della Carta Costituzionale, quando l’una o l’altra maggioranza politica tenta di modificarne in parte il testo.
Questo perché la Res-Publica, la cosa pubblica, non può essere né un valore astratto (perché è cosa, è tangibile) né, in quanto cosa, può esser per decenni statica, immutabile: il dinamismo, la trasformazione è parte della Natura, è parte della Vita.
• E’ cosa: è casa comune.
• E’ famiglia: è insieme di valori che uniscono e di regole, diritti e doveri.
• E’ spirito: è orgoglio di appartenere ad una Nazione con una storia e una cultura millenarie che il mondo ci invidiano.
Chiudo con un’esortazione per tutti di cui farvi promotori nelle vostre case: leggete la nostra costituzione. Imparatela. Leggete anche solo due o tre articoli al giorno. Ma fatelo. Perché tra quelle righe spesso si scoprono tante “burocratizzazioni” o “inefficienze” italiane che spesso ai TG ci fanno “stortare il naso”.
[…] Rinnoviamo il nostro impegno per un’Italia più forte, più giusta, più coesa. Un’Italia che non dimentica il proprio passato, che difende la propria identità, che guarda al futuro con fierezza e determinazione, ma soprattutto conscia del dinamismo insito in ogni società civile.”
Quindi il mio invito è quindi solo uno: leggete da voi il nuovo testo costituzionale proposto! Solo così potrete rendervi davvero conto di come a mio parere:
- il nuovo testo non pregiudica in alcun modo la nostra democrazia, né gli intendimenti dei padri costituenti;
- il nuovo testo è moderno e attuale e “corregge” situazioni all’interno del potere giudiziario che in questi decenni sono stati fonte di inefficienze e, perché no, disuguaglianze tra le possibilità di interloquire facilmente con un giudice che ha un p.m. e le difficoltà in cui incappa il difeso con il suo difensore.
- …solo due punti tra tanti che sono certo riuscirete a rintracciare…
Buon voto per il 22 e 23 marzo!

